Lo spazio non è soltanto esplorazione o fantascienza: satelliti, GPS, meteo, comunicazioni e ricerca scientifica dipendono da ciò che accade sopra le nostre teste. Con Emilio Cozzi partiamo da "Camminare tra le stelle", il libro scritto con Luca Parmitano, per parlare di ISS, Luna, Marte, detriti spaziali e nuovi equilibri di potere. Ma anche di curiosità, collaborazione e del bisogno umano di continuare a esplorare ciò che ancora non conosciamo.
IN BREVE
La storia di Luca Parmitano durante l’EVA del 2013 e il valore dell’adattamento.
Perché investire nello spazio produce ricadute concrete sulla Terra.
Il caso Hubble e le tecnologie utilizzate anche nella diagnosi medica.
Quanto dipendiamo già ogni giorno dai satelliti.
Starlink, detriti spaziali e sindrome di Kessler.
Il futuro dei servizi in orbita: riparare, rifornire e recuperare satelliti.
La nuova corsa alla Luna tra Artemis e il programma cinese.
Perché arrivare su Marte è molto più difficile di quanto racconti la fantascienza.
Lo spazio come luogo di collaborazione ma anche come nuovo terreno di potere.
Emilio Cozzi
Giornalista, autore e divulgatore scientifico
Emilio Cozzi è giornalista, autore e divulgatore specializzato nei temi dello spazio e dell’innovazione. Racconta di esplorazione spaziale, di tecnologia e delle loro ricadute sulla società, cercando di rendere accessibili anche gli aspetti più complessi del settore. Insieme all’astronauta Luca Parmitano ha scritto "Camminare tra le stelle", un libro che usa lo spazio anche come punto di partenza per parlare di curiosità, impegno e capacità di adattarsi all’ignoto.
Lo spazio sembra lontano, ma una parte consistente della nostra vita quotidiana dipende da ciò che accade sopra le nostre teste.
In questa puntata de Il Caffettino per 2, Emilio Cozzi parte da “Camminare tra le stelle“, il libro scritto insieme a Luca Parmitano, per ricordarci che satelliti, GPS, previsioni meteo, comunicazioni e interi settori dell’economia funzionano grazie a infrastrutture che spesso utilizziamo senza nemmeno rendercene conto.
Il libro si apre con una situazione estrema: Parmitano, durante un’attività extraveicolare nel 2013, si ritrova con il casco che si sta progressivamente riempiendo d’acqua. Non riesce più a comunicare né a vedere correttamente e deve trovare il modo di rientrare nella Stazione Spaziale Internazionale.
È un episodio che diventa anche una lezione sull’adattamento: prepararsi, mantenere lucidità e riuscire a reagire quando il piano smette di funzionare.
Esplorare lo spazio significa anche risolvere problemi. Emilio ricorda il caso del telescopio Hubble: un difetto nella sua lente costrinse a sviluppare sistemi di correzione delle immagini, tecnologie che hanno trovato applicazione anche nella diagnostica medica.
È uno degli esempi con cui Emilio mostra come la ricerca spaziale non sia un lusso separato dai problemi terrestri, ma uno dei motori attraverso cui sviluppiamo nuove conoscenze.
Esiste però anche un’altra faccia dello spazio. Migliaia di satelliti, nuove costellazioni come Starlink e una quantità crescente di detriti stanno rendendo le orbite sempre più affollate.
Allo stesso tempo la Luna e lo spazio circumlunare stanno diventando terreno di competizione strategica. L’ISS ha dimostrato che nazioni molto diverse possono collaborare per decenni; la nuova corsa spaziale mostra invece quanto tecnologia e capacità di accesso allo spazio possano trasformarsi in potere.
E poi c’è Marte, ancora lontanissimo nonostante la familiarità con cui ne parliamo. Radiazioni, tempi di viaggio, isolamento e impossibilità di ricevere aiuto immediato rendono una missione enormemente complessa.
Ma per Cozzi è proprio davanti a ciò che non conosciamo che emerge una delle caratteristiche più profonde dell’essere umano: la curiosità. Continuare a fare domande, studiare e spingersi oltre rimane il modo con cui allarghiamo progressivamente i confini di ciò che possiamo fare.
Da questa puntata
5 cose da portare a casa
Parole chiave















