Un account bloccato, un contratto scritto dall’AI, un corso che promette guadagni facili: sempre più spesso la nostra vita digitale produce problemi molto reali. Con Alessandro Vercellotti, l’Avvocato del Digitale, parliamo del potere delle piattaforme, di intelligenza artificiale, minori, marketing e diritti. E di una professione che, per restare utile, deve cambiare alla stessa velocità della tecnologia.
IN BREVE
L’AI può scrivere alcuni tipi di contratti e dare risposte legali, ma esperienza e responsabilità restano ancora umane.
Il lavoro dell’avvocato sta cambiando: diminuiscono le attività ripetitive e cresce il valore della consulenza.
Un account social bloccato può significare perdere lavoro, contatti e anni di vita digitale.
Le piattaforme private hanno un potere enorme, ma esistono strumenti per contestarne le decisioni.
Le norme europee tutelano maggiormente i cittadini, ma spesso inseguono tecnologie che cambiano molto più velocemente.
Minori e piattaforme pongono problemi che non possono essere scaricati soltanto sulle famiglie.
I fuffa guru funzionano perché intercettano desideri, frustrazioni e bisogno di alternative.
Reinventare il proprio lavoro può significare unire competenze che apparentemente appartengono a mondi diversi.
Alessandro Vercellotti
Avvocato del Digitale®
Alessandro Vercellotti, noto pubblicamente come Avvocato del Digitale®, è specializzato in diritto del web, legal tech e intelligenza artificiale. È co-fondatore e partner dello studio legale Legal for Digital.
Un avvocato può essere più utile di ChatGPT? È la domanda da cui parte l’intervista ad Alessandro Vercellotti a Il Caffettino per 2.
La sua risposta non nega la potenza dell’intelligenza artificiale: anzi, nel suo studio viene già utilizzata per documentazione, analisi preliminari e attività ripetitive. Ma una risposta plausibile non coincide necessariamente con una buona consulenza. Esperienza, conoscenza del caso concreto e responsabilità rimangono ancora elementi difficili da delegare completamente a una macchina.
Alessandro ha iniziato a intuire che il mestiere dell’avvocato poteva cambiare già nel 2018, quando registra sulle mura di Lucca un breve video sul GDPR. Funziona, circola e gli mostra che esiste un pubblico interessato al diritto, purché venga raccontato in modo comprensibile.
Da lì arrivano social, eventi, clienti e anche le critiche di chi considera quel modo di comunicare troppo distante dalla professione tradizionale. Per lui, invece, diventa il punto d’incontro tra due interessi: diritto e mondo digitale.
È proprio nel rapporto con le piattaforme che il diritto diventa estremamente concreto. Un account bloccato non è soltanto un profilo che scompare: per qualcuno contiene anni di fotografie e conversazioni, per altri rappresenta un’attività professionale.
Alessandro racconta casi in cui la moderazione automatizzata può produrre errori e la necessità di chiedere che la situazione venga valutata da un essere umano. Un paradosso che mostra quanto ormai una parte importante della nostra vita dipenda da sistemi privati sui quali esercitiamo un controllo limitato.
La questione diventa ancora più delicata quando entrano in gioco i minori. Bambini e adolescenti possono essere protagonisti di contenuti, campagne pubblicitarie e profili capaci di generare fatturato prima ancora di avere gli strumenti per comprenderne le conseguenze. Al tempo stesso le piattaforme decidono quali contenuti mostrare, moderare o rimuovere.
Per Alessandro non basta quindi discutere soltanto di divieti o responsabilità genitoriale: bisogna interrogarsi anche su quanto le piattaforme possano e debbano fare per rendere più sicuri gli ambienti digitali.
E poi ci sono i fuffa guru. Supercar, guadagni facili e corsi costosi intercettano soprattutto chi guarda al futuro con frustrazione e cerca una scorciatoia. Il problema, spiega Alessandro, è che non sempre siamo davanti a una truffa facilmente identificabile: termini e condizioni possono essere formalmente corretti mentre la comunicazione promette molto di più.
Se poi il risultato non arriva, il messaggio diventa “non ti sei impegnato abbastanza”. È qui che diritto, marketing e psicologia si incontrano. E forse è proprio questa crescente complessità a spiegare il percorso di Alessandro: non abbandonare ciò che ha studiato, ma aggiungere nuove competenze per costruire una professione diversa.
Da questa puntata
5 cose da portare a casa
Parole chiave













