Prima di BAO Publishing ci sono poesie spedite a Elvira Sellerio, fumetti autoprodotti e storie scritte durante i turni di notte in fabbrica. Con Michele Foschini parliamo di come una passione diventa un mestiere, di cosa significa credere davvero in un autore e di come si accompagna un successo senza cercare di controllarlo. Da Zerocalcare all’intelligenza artificiale, emerge un’idea precisa: la tecnologia può aiutarci a creare, ma una storia riesce a parlarci davvero quando porta con sé qualcosa che qualcuno ha vissuto.
IN BREVE
Dalle poesie spedite a Elvira Sellerio alla passione per i fumetti.
Scrivere storie durante i turni di notte in fabbrica.
La nascita di BAO Publishing insieme a Caterina Marietti.
Perché un editore deve credere davvero nei libri che pubblica.
L’incontro con Zerocalcare e il successo nato dal passaparola.
Come accompagnare la crescita di un autore senza imporgli ritmi e aspettative.
Dal fumetto all’animazione: la nascita di "Strappare lungo i bordi".
Lucca Comics & Games come luogo di incontro tra autori, editori e lettori.
Perché condividere strategie e conoscenze può far crescere un intero settore.
Il valore dell’esperienza personale nella scrittura nell’epoca dell’AI.
Gentilezza e responsabilità come parte del lavoro di Michele.
Michele Foschini
Co-fondatore e direttore editoriale di BAO Publishing
Michele Foschini è editore e co-fondatore, insieme a Caterina Marietti, di BAO Publishing, casa editrice nata nel 2009 e diventata uno dei riferimenti del fumetto contemporaneo in Italia. Nel suo lavoro segue autrici e autori, sviluppo editoriale, acquisizione e vendita di diritti e progetti capaci di attraversare linguaggi diversi. È stato tra le figure che hanno accompagnato il percorso editoriale di Zerocalcare e lo sviluppo delle sue opere dal fumetto all’animazione.
La storia di Michele Foschini comincia molto prima di BAO Publishing. A sedici anni spedisce una raccolta di poesie a Elvira Sellerio e riceve una risposta scritta di suo pugno: la casa editrice non pubblica poesia, ma lei lo invita a non smettere di scrivere.
Quel gesto rimane con lui come una lezione professionale. Dietro ogni proposta c’è qualcuno che ha investito tempo, aspettative e coraggio, e rispondere con gentilezza può lasciare un segno molto più importante di quanto immaginiamo.
La passione per il fumetto arriva nell’adolescenza e diventa progressivamente un mestiere. Michele scrive storie sul retro dei rapporti di produzione mentre lavora di notte in fabbrica, autoproduce fumetti, compra diritti americani con i propri risparmi e comincia a lavorare per altre case editrici.
Nel 2009, insieme a Caterina Marietti, fonda BAO Publishing. L’idea iniziale era costruire una piccola realtà estremamente curata; poi arrivano autori e libri che costringono la casa editrice a crescere. Senza però abbandonare il principio iniziale: pubblicare meno, conoscere davvero ciò che si pubblica e credere in ogni libro.
L’incontro con Zerocalcare racconta bene questo approccio. Makkox lo presenta a BAO Publishing quando “La profezia dell’armadillo” è ancora un’autoproduzione distribuita personalmente nelle librerie. Il successo che segue non nasce da una formula studiata a tavolino, ma dal rapporto che l’autore riesce a costruire con i lettori.
Michele descrive una crescita che l’editore deve imparare ad accompagnare senza forzarla: essere abbastanza strutturato da sostenere il successo, ma anche abbastanza vicino all’autore da rispettarne tempi, voce e desideri.
Lo stesso principio porta dal fumetto all’animazione. Quando Zerocalcare dice di voler sperimentare un altro linguaggio, la risposta non è invitarlo a continuare a fare soltanto ciò che già funziona. BAO Publishing decide di seguirlo.
Dopo i primi contatti con Netflix nasce “Strappare lungo i bordi“, sviluppata durante la pandemia e destinata a diventare un successo molto più grande di quanto il gruppo riuscisse a prevedere mentre la stava realizzando. È una storia che per Michele dimostra quanto sia importante lasciare agli autori lo spazio per cambiare mezzo senza perdere la propria identità.
Nell’epoca dell’intelligenza artificiale questa idea diventa ancora più importante. Michele non rifiuta la tecnologia: può accelerare l’apprendimento, mettere in contatto artisti e rendere meno faticosi alcuni processi.
Il problema nasce quando diventa una scorciatoia per saltare l’esperienza. Una storia ci colpisce quando riconosciamo dentro una frase, un dialogo o una situazione qualcosa che appartiene anche alla nostra vita. È quell’eco dell’esperienza umana che, secondo Michele, non può essere sostituita semplicemente generando una risposta corretta.
Da questa puntata
5 cose da portare a casa
Parole chiave














