Con Alessia Tarquinio ripercorriamo una carriera costruita senza seguire un binario unico: dai giornali locali alla televisione, da Sky Sport a Prime Video, passando per il calcio femminile, il surf e una riflessione molto diretta sugli stereotipi ancora presenti nel racconto sportivo. Una conversazione su competenza, autenticità e libertà di cambiare quando il posto in cui sei non ti somiglia più.
IN BREVE
Dagli inizi nei giornali locali alla televisione con Sky Sport e Prime Video.
Donne e giornalismo sportivo: il confine tra immagine, competenza e stereotipi.
Perché sottovalutare il pubblico è uno degli errori più grandi della televisione.
Redazioni, confronto e maestri: il giornalismo come mestiere da imparare sul campo.
Lasciare un posto sicuro quando il lavoro smette di assomigliarti.
Emozione e curiosità come nuove chiavi per raccontare il calcio.
Il calcio femminile e la necessità di investirci con la stessa qualità di quello maschile.
Surf, pazienza e una vita divisa tra Italia, Canada e Repubblica Dominicana.
Alessia Tarquinio
Giornalista e reporter
Alessia Tarquinio è una giornalista sportiva e volto di Prime Video. Ha iniziato raccontando il calcio di provincia e quello femminile, per poi lavorare con Eurosport, Telenova e Milan Channel. Dopo diciotto anni a Sky Sport, ha scelto di aprire una nuova fase professionale, costruendo uno stile riconoscibile fatto di competenza, autenticità e curiosità.
In questa puntata de Il Caffettino per 2 Alessia Tarquinio ripercorre con Mario Moroni un percorso che parte lontano dai grandi studi televisivi, tra giornali locali, calcio di provincia e una gavetta fatta di scrittura, interviste, scalette e servizi.
L’arrivo in televisione nasce quasi per caso, ma da lì prende forma un percorso che passa per Eurosport, Telenova, Milan Channel e soprattutto Sky Sport, dove rimane per diciotto anni. Un’esperienza che le insegna il valore della redazione, del confronto e dei maestri da cui imparare il mestiere.
Poi arriva il momento di cambiare. Non perché abbia smesso di amare il giornalismo sportivo, ma perché sente di non riconoscersi più nel modo in cui lo sta facendo.
Lasciare un posto sicuro dopo tanti anni significa rimettersi in gioco e scegliere di non restare dentro un ruolo soltanto perché ormai sembra quello giusto. Con Prime Video comincia così una nuova fase, nella quale Alessia può costruire una presenza più personale e vicina al proprio modo di essere.
È anche da qui che nasce una riflessione sugli stereotipi ancora presenti nel giornalismo sportivo. Per una donna, immagine e competenza vengono spesso messe sullo stesso piano, come se l’una dovesse necessariamente mettere in dubbio l’altra.
Per Alessia, invece, il punto è molto più semplice: conoscere ciò di cui si parla, prepararsi e non sottovalutare mai chi ascolta. Perché il pubblico riconosce la competenza molto più di quanto spesso la televisione sembri pensare.
Lo stesso vale per il modo in cui raccontiamo lo sport. Se risultati, statistiche e analisi sono ormai disponibili ovunque, il giornalismo deve trovare nuove chiavi per interessare le persone: storie, emozioni, curiosità e punti di vista capaci di aggiungere qualcosa a quello che già vediamo.
Anche il calcio femminile, secondo Alessia, cresce quando viene trattato con la stessa attenzione, qualità produttiva e ambizione riservate a quello maschile, invece di partire dal presupposto che il pubblico non ci sia.
Fuori dal lavoro poi c’è il surf, una passione che attraversa la sua vita. È lo sport che le ha insegnato ad aspettare, ad accettare di non poter controllare tutto e a ritagliarsi uno spazio in cui pensare.
Un equilibrio che racconta bene anche il suo modo di affrontare il cambiamento: muoversi, cercare nuove direzioni e concedersi la libertà di non restare dove non ci si riconosce più.
Da questa puntata
5 cose da portare a casa
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