Dalla nascita del Deejay Time alla direzione artistica di m2o, Albertino racconta una carriera costruita sulla capacità di ascoltare, scegliere e cambiare. Una conversazione su radio, musica, talento e successo, ma anche sul valore della selezione umana nell’epoca degli algoritmi e sulla necessità di trovare nuovi progetti per continuare a crescere.
IN BREVE
Il successo del Deejay Time e gli anni in cui Albertino diventa una vera rockstar della radio.
Perché il successo non può essere replicato all’infinito e bisogna imparare a cambiare.
Lasciare Radio Deejay per ripartire da un foglio bianco con m2o.
Come si riconoscono un talento, una canzone e un’idea prima degli altri.
Il ruolo della radio in un mondo dominato da Spotify, algoritmi e intelligenza artificiale.
Morning Club e la ricerca di nuovi modi e nuovi luoghi per stare insieme.
Il rapporto tra Albertino, il personaggio pubblico, e Alberto, la persona.
Natura, tempo e silenzio come nuova forma di ricchezza.
Albertino
DJ, conduttore radiofonico e direttore artistico di Radio m2o
Albertino è DJ, conduttore radiofonico e direttore artistico di m2o. Figura centrale nella storia della radio italiana, dagli anni Ottanta ha contribuito a trasformare il modo di raccontare e diffondere la musica attraverso programmi come Deejay Time e Deejay Parade. Talent scout e sperimentatore, ha attraversato radio, televisione, comicità e live mantenendo al centro la ricerca di nuovi suoni, linguaggi e modi di comunicare. Dal 2019 guida il nuovo corso di m2o.
Albertino ha attraversato più di quarant’anni di radio senza smettere di cambiare. Negli anni Novanta il Deejay Time diventa il programma più ascoltato d’Italia e lui una delle prime vere rockstar tra i DJ: non per una strategia costruita a tavolino, racconta a Il Caffettino per 2, ma perché quel suono e quel linguaggio parlavano direttamente a una generazione.
Il problema arriva dopo: quando tutti si aspettano che tu continui ad andare sempre alla stessa velocità.
È proprio nei momenti di calo che Albertino scopre il valore del cambiamento. Passa dalla musica alla comicità, sperimenta nuovi linguaggi e, molti anni dopo, lascia Radio Deejay (quello che definisce il punto d’arrivo per chi fa questo mestiere) per prendere in mano m2o.
Una scelta nata dal bisogno di nuovi stimoli e dalla possibilità di ripartire davvero da un foglio bianco: sound design, voci, identità e squadra.
Al centro rimane sempre la musica e soprattutto la capacità di scegliere. Albertino racconta di ascoltare continuamente brani nuovi, confrontarsi con la sua squadra e programmare anche artisti ancora senza un’etichetta.
È un lavoro di selezione che oggi considera ancora più importante: nell’oceano degli algoritmi abbiamo l’impressione di scegliere tutto, mentre spesso qualcun altro sta scegliendo per noi. Una guida umana può ancora fare la differenza.
Anche l’intelligenza artificiale, per Albertino, è uno strumento e non un sostituto. Può aiutare nella lavorazione, nella produzione o persino nella creazione dei jingle, ma alla fine servono cultura, scrittura, sensibilità e qualcuno che abbia qualcosa da proporre.
Lo stesso principio vale per la radio: leggere correttamente un messaggio non basta. Per essere rilevanti bisogna conoscere ciò di cui si parla e avere una propria visione.
Lontano dalla radio e dai live emerge però un altro ritmo. Da alcuni anni Albertino cerca sempre più spesso la campagna toscana, la natura e una distanza dalla vita pubblica che gli permette di tornare semplicemente Alberto.
Dopo decenni trascorsi tra club, alberghi, aerei e weekend di lavoro, oggi considera il tempo per sé una delle forme più importanti di ricchezza.
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