IL CAFFETTINO PER 2 LETTURA CULTURA DIGITALE

Colazione al parco con Virginia Woolf

Con Marta Perego

6 novembre 2025 · 1h 02min

erché leggiamo? Per Marta Perego i libri non servono soltanto a conoscere altre storie: ci aiutano a capire meglio la nostra. Dai classici alla community nata sui social, dalla lettura profonda all’intelligenza artificiale, attraversiamo il modo in cui romanzi scritti decenni o secoli fa continuano a parlare dei nostri desideri, delle nostre paure e delle nostre scelte. Perché, mentre tutto ci spinge verso velocità e perfezione, leggere può ancora insegnarci a fermarci, perderci e lasciare spazio all’intuizione.

IN BREVE

Leggere può diventare un modo per interpretare la realtà e capire meglio se stessi.

I classici continuano a parlarci perché affrontano conflitti e desideri che attraversano epoche diverse.

La community di Marta nasce online durante la pandemia e trova presto una dimensione fisica attraverso incontri e book club.

La lettura profonda allena attenzione, memoria, immedesimazione e pensiero critico.

Non esiste un genere “giusto” da cui iniziare: anche romance e fantasy possono diventare una porta verso altri libri.

Un buon consiglio di lettura non parte dalle classifiche, ma dalla persona e dal momento che sta vivendo.

Digitale e libri non devono essere avversari: i social possono creare nuove comunità di lettori.

Di fronte all’AI, l’imperfezione e la creatività umana diventano ancora più preziose.

Marta Perego
L’ospite

Marta Perego

Giornalista, autrice e divulgatrice culturale

Marta Perego è giornalista, autrice e divulgatrice culturale. Lavora tra televisione, editoria, eventi e social, dove negli ultimi anni ha costruito una community dedicata ai libri e alla lettura. Organizza book club, incontri e percorsi di lettura, unendo narrativa, filosofia ed esperienza personale. Nel suo libro "Colazione al parco con Virginia Woolf" costruisce un percorso attraverso venti classici che hanno segnato la sua vita e che, secondo lei, possono ancora aiutarci a leggere il presente.

Per Marta Perego leggere è sempre stato qualcosa di più di un passatempo. Fidanzati, città e lavori sono cambiati, racconta, mentre i libri sono rimasti.

In studio: Mario Moroni e Marta Perego durante la registrazione.

In questa intervista de Il Caffettino per 2, Marta parte proprio da qui: leggere come modo di stare nel mondo. Un romanzo può diventare una lente attraverso cui osservare la realtà e, allo stesso tempo, uno spazio nel quale riconoscere parti di noi che nella vita quotidiana facciamo più fatica a vedere.

È l’idea alla base del libro “Colazione al parco con Virginia Woolf“. Marta sceglie venti romanzi, soprattutto classici, e li trasforma in una bussola: non una lista di libri che “bisogna” avere letto, ma percorsi che partono dalle storie per arrivare alle persone.

“Jane Eyre” può diventare una riflessione sull’autostima, “Persuasione” sulla possibilità di ricominciare, “La signora Dalloway” sul valore delle piccole cose. Anche “La luna e i falò” di Cesare Pavese, con il ritorno di Anguilla alle proprie radici, continua a parlare a chi è partito per costruirsi altrove una vita e a un certo punto si domanda che cosa desideri davvero.

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La community costruita da Marta nasce invece quasi per necessità. Durante la pandemia il lavoro televisivo si ferma e lei riparte dalla cosa che conosce meglio: i libri. Comincia con video e dirette sui social, poi sente presto il bisogno di uscire dallo schermo. Uno dei primi incontri è una passeggiata sul Naviglio dedicata alle poesie di Alda Merini. Vedere persone uscire di casa con un libro in mano per condividere quella passione cambia la percezione di ciò che stava costruendo.

Da lì arrivano book club, newsletter, incontri e progetti come quello dedicato a Virginia Woolf: online e offline non come mondi contrapposti, ma come due forme diverse della stessa relazione.

In una vita attraversata continuamente da notifiche e nuovi stimoli, leggere acquista anche un’altra funzione. Marta richiama il lavoro della neuroscienziata Maryanne Wolf sulla lettura profonda: seguire una storia dall’inizio alla fine significa allenare attenzione, memoria, capacità critica e immedesimazione.

Sui social leggiamo continuamente, ma spesso saltiamo da un contenuto all’altro. Un romanzo ci costringe invece a rimanere, ad attraversare una storia e a collegare il ragionamento alle emozioni. È anche per questo che una frase incontrata dentro un romanzo può lasciarci qualcosa che la stessa frase isolata in una citazione sui social difficilmente riesce a conservare.

Poi arriva l’intelligenza artificiale e la domanda cambia ancora. Marta cita “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza come possibile antidoto a una cultura della perfezione: un romanzo enorme, irregolare, imprevedibile e imperfetto, proprio come può esserlo la creatività umana.

Il rischio, secondo lei, non è soltanto che le macchine diventino sempre più simili a noi, ma che noi cominciamo a scrivere, pensare e creare come loro. I romanzi allora possono ricordarci qualcosa di essenziale: non tutto deve essere ottimizzato, levigato e prevedibile. A volte sono proprio l’imperfezione, la deviazione e ciò che non era programmato a farci scoprire qualcosa di nuovo.

Da questa puntata

5 cose da portare a casa

01 Un libro può aiutarci a comprendere il mondo, ma anche a dare un nome a qualcosa che ancora non avevamo capito di noi stessi.
02 Un classico rimane vivo quando il conflitto dei suoi personaggi continua a somigliare, in forme diverse, al nostro.
03 Leggere in profondità significa allenare la capacità di restare dentro qualcosa senza cercare continuamente uno stimolo nuovo.
04 Non importa da quale genere si comincia: il libro giusto è quello che riesce ad aprire la porta verso la lettura.
05 In un mondo che tende alla perfezione e alla standardizzazione, l’imperfezione può diventare una forma di creatività da proteggere.

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Mario Moroni

Mario Moroni

Podcaster, autore, divulgatore e moderatore di eventi

Una delle voci italiane più riconoscibili nel racconto quotidiano dell’innovazione. Autore di “Startup di Merda” e “La fine dei Social”. Dal 2017 conduce Il Caffettino: una puntata ogni mattina, per spiegare la tecnologia che cambia il mondo.

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