Con Guido Saracco, ex rettore del Politecnico di Torino, esploriamo il futuro dell'educazione nell'era degli "studenti aumentati" e dell'intelligenza artificiale personale. Tra AI Act, neurodiritti e il rischio di un "secondo cervello" in mano alle Big Tech, riflettiamo su come usare la tecnologia per potenziare le nostre capacità umane, senza mai farsi sostituire.
IN BREVE
Lo studente aumentato e il cambiamento della didattica universitaria.
Il rischio di regalare i nostri processi cognitivi alle Big Tech.
L'urgenza di un'intelligenza artificiale personale e strettamente privata.
L'importanza dei neurodiritti per difenderci dalle tecnologie invasive.
Sviluppare il senso critico per non essere manipolati dagli algoritmi.
L'interdisciplinarità per affrontare un mondo sempre più complesso.
L'AI Act e il ruolo dell'Europa per un'innovazione etica.
Il futuro dell'università tra formazione, divulgazione e impatto sociale.
Fonte: "Alleati digitali", Guido Saracco - Editori Laterza ↗
Guido Saracco
Già Rettore presso il Politecnico di Torino
Guido Saracco è un accademico, chimico, divulgatore ed ex Rettore del Politecnico di Torino, oltre che Socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino. Impegnato a 360° in progetti di innovazione e formazione, la sua missione è guidare le nuove generazioni nell'era dell'intelligenza artificiale, promuovendo tecnologie e modelli didattici umanocentrici che potenzino il senso critico senza mai sostituire le persone.
L’intelligenza artificiale sta ridisegnando le regole del gioco, ma la vera sfida non è fermarla: è decidere chi avrà il controllo della nostra mente.
In questa puntata de Il Caffettino per 2, Mario Moroni incontra Guido Saracco per esplorare l’era imminente degli “studenti aumentati” e capire cosa rischiamo quando affidiamo i nostri processi cognitivi alle grandi piattaforme digitali.
Da ex rettore del Politecnico di Torino, Guido ha visto in prima linea quanto sia urgente un radicale cambio di passo. La sua visione è chiara: per governare la complessità di oggi non servono più i “monaci della disciplina” chiusi nel loro sapere iper-specializzato.
Formare i professionisti del domani significa ibridare la tecnologia con le scienze umanistiche, mettendo il senso critico al centro per non farsi manipolare dagli algoritmi.
L’alternativa allo strapotere delle multinazionali esiste e prende il nome di “alleato digitale”, concetto esplorato nel suo libro “Alleati Digitali”. Invece di cedere una copia carbone delle nostre vulnerabilità a software esterni, Saracco immagina un’intelligenza artificiale strettamente personale.
Un vero e proprio secondo cervello protetto da una bolla di privacy, capace di crescere insieme a noi, imparando dalle nostre esperienze senza mai condividere i nostri dati sensibili con l’esterno.
Ma la tecnologia corre veloce e solleva interrogativi etici senza precedenti. Con l’arrivo di interfacce avanzate alla Neuralink, il confine tra umano e macchina si assottiglia sempre di più.
Per questo, secondo Guido, è fondamentale agire subito introducendo nuovi “neurodiritti”: scudi normativi indispensabili per impedire che aziende o governi possano non solo leggere i nostri pensieri, ma addirittura scriverci dentro.
La transizione che stiamo vivendo non deve trasformarci in semplici ingranaggi di un sistema automatizzato. La missione per l’Europa, e per il nostro sistema educativo, è dettare nuove regole sul mercato: usare l’AI per potenziare l’essere umano, mantenendo salda la nostra libertà e la nostra insostituibile natura.
Da questa puntata
7 cose da portare a casa
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