Attacchi zero-click su WhatsApp: i consigli della Polizia

№ 2.583 · 12 settembre 2026 · 349248 · di Mario Moroni

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La Polizia di Stato lancia l’allarme su una nuova ondata di attacchi zero-click a WhatsApp: ecco come proteggere iPhone, app e account.

IN BREVE

La Polizia di Stato avverte di una nuova ondata di attacchi “zero-click” su WhatsApp per iPhone, che colpiscono soprattutto dispositivi e app non aggiornati.

Difenditi aggiornando subito iOS e WhatsApp, controllando i Dispositivi collegati, attivando la verifica a due fattori e il PIN/Face ID, e verificando sempre l’identità di chi chiede denaro.

Puntata registrata a Venezia a bordo di Lucietta, la barca elettrica di Repower, Sostenitore dell’83ª Mostra del Cinema, in collaborazione con Repower.

Fonte: Fonte ↗

WhatsApp nel mirino: attacchi zero‑click su iPhone. Come proteggerti in 2 minuti

Non serve più cliccare per cadere nella trappola. La Polizia di Stato segnala una nuova ondata di attacchi zero‑click su WhatsApp, in grado di colpire iPhone non aggiornati. Ecco cosa significa e cosa devi fare subito per metterti al sicuro.

Zero‑click: quando ti colpiscono senza che tu faccia nulla

Per anni la regola d’oro è stata “non cliccare link strani, non aprire allegati sospetti”. Giustissimo. Ma con gli attacchi zero‑click questa difesa non basta più: l’infezione può scattare senza azioni da parte tua, sfruttando una vulnerabilità dell’app o del sistema operativo.

Il punto è proprio questo: anche l’utente più attento può essere esposto se il dispositivo non è aggiornato. Storicamente, gli zero‑click sono stati associati a spyware sofisticati e usati contro obiettivi sensibili (giornalisti, attivisti, diplomatici). Oggi però l’allerta riguarda un’app usata da tutti: WhatsApp. E la superficie d’attacco si allarga.

Perché l’allerta ufficiale è importante

La Polizia di Stato ha segnalato una nuova ondata di attacchi su WhatsApp che bersagliano in particolare iPhone non aggiornati, sfruttando falle che le ultime versioni di iOS/WhatsApp hanno già corretto. Tradotto: se rimandi gli aggiornamenti, stai regalando tempo agli attaccanti.

Cosa cambia per la tua sicurezza digitale

La sicurezza non è più solo “buon senso” contro il phishing. Resta fondamentale, ma non basta. Con gli zero‑click la priorità sale di livello: aggiornamenti rapidi, account protetti e verifica dell’identità diventano il primo scudo.

  • Meno colpa dell’utente, più responsabilità dell’aggiornamento: puoi anche non cliccare nulla e finire comunque nel mirino se resti indietro con le patch.
  • Attacchi silenziosi: niente link vistosi o allegati sospetti. Colpiscono in background e spesso puntano a restare invisibili.
  • Impatto reale su tutti: non serve essere “VIP”. Un dispositivo scoperto è un bersaglio utile per truffe, furti d’identità, accesso alle chat e ai codici di sicurezza.

Le mosse immediate da fare (subito, davvero)

Aggiorna iPhone e WhatsApp

Apple ha già distribuito aggiornamenti per chiudere le vulnerabilità coinvolte. Vai in Impostazioni > Generali > Aggiornamento Software e installa l’ultima versione disponibile. Poi apri l’App Store e aggiorna WhatsApp. Se vuoi giocare d’anticipo, attiva gli aggiornamenti automatici. Qui trovi la pagina ufficiale con gli aggiornamenti di sicurezza Apple.

Controlla i dispositivi collegati a WhatsApp

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  • Apri WhatsApp > Impostazioni > Dispositivi collegati.
  • Se vedi PC o browser che non riconosci, disconnettili subito.
  • Buona abitudine: quando usi WhatsApp Web in hotel, aeroporti o postazioni condivise, ricordati di uscire a fine uso.

Attiva la verifica in due passaggi e proteggi il telefono

  • In WhatsApp: Impostazioni > Account > Verifica in due passaggi e imposta un PIN. Aggiungi anche un’email di recupero.
  • Sul telefono: usa Face ID/Touch ID e un codice di sblocco robusto. Evita PIN banali.

Verifica chi ti scrive prima di inviare denaro

Se un contatto “fidato” ti chiede soldi o codici in emergenza, non fidarti del nome e della foto su WhatsApp. Chiama quella persona su un altro canale (telefonata tradizionale, Telegram, email aziendale). Nell’era dei fake e dell’AI, l’identità si verifica, non si assume.

Perché gli aggiornamenti fanno davvero la differenza

Gli aggiornamenti non sono “noiosi fastidi del weekend”: sono patch che chiudono porte aperte. Ritardarli significa concedere una finestra di opportunità agli attaccanti. E quando parliamo di zero‑click, quella finestra è tutto ciò che serve a compromettere un dispositivo.

  • Tempo di esecuzione: di solito pochi minuti, spesso meno di quanto impieghi a leggere questo articolo.
  • Rischio evitato: infezioni silenziose, furto di sessioni, accesso alle chat, escalation su altri account collegati.
  • Benefici extra: oltre alla sicurezza, migliori prestazioni e stabilità del sistema.

Chi è più a rischio (e perché riguarda anche te)

Sì, gli attacchi zero‑click nascono per bersagli di alto profilo. Ma quando una tecnica diventa più diffusa, la linea tra “target selezionato” e “utente comune” si assottiglia. Il tuo smartphone custodisce conversazioni, codici di accesso, contatti, dati bancari. Per un criminale, ogni anello della catena può valere oro. Ecco perché l’aggiornamento immediato e la verifica dell’identità non sono opzioni: sono standard minimi.

In sintesi

Non serve più cliccare per cadere in trappola. Serve aggiornare subito, tenere WhatsApp pulito da dispositivi sconosciuti, attivare 2FA e verificare chi ti scrive prima di muovere denaro o condividere codici. Sono due minuti oggi, contro ore (o soldi) persi domani.

👉 Per scoprire tutti i dettagli e l’opinione personale di Mario Moroni, ascolta la puntata completa su Spotify.

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Mario Moroni

Mario Moroni

Podcaster, autore, divulgatore e moderatore di eventi

Una delle voci italiane più riconoscibili nel racconto quotidiano dell’innovazione. Autore di “Startup di Merda” e “La fine dei Social”. Dal 2017 conduce Il Caffettino: una puntata ogni mattina, per spiegare la tecnologia che cambia il mondo.

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