AfD vince in Sassonia-Anhalt e punta su AI e data center: la nuova destra è tech?

№ 2.578 · 7 settembre 2026 · 407545 · di Mario Moroni

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Tra sovranità digitale, meno vincoli europei e nuova energia per i data center, l’AfD salda nazionalismo tecnologico e corsa all’intelligenza artificiale, mettendo in discussione l’idea che innovazione e progresso siano sinonimi.

IN BREVE

AfD trionfa in Sassonia-Anhalt e propone una Germania tech: più AI, data center nazionali e sovranità digitale.

Meno vincoli europei ed energia abbondante, anche nucleare e carbone, per competere con USA e Cina nella corsa all’AI.

La nuova destra usa l’AI anche nella comunicazione, tra deregolamentazione e proteste locali, segnando un cambio di paradigma sull’innovazione.

Fonte: New York Times ↗

Germania, la destra diventa “tech”: AfD spinge su AI, data center ed energia. Che partita si apre per l’Europa

La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt non è solo politica: è un cambio di frame tecnologico. AI strategica, data center da costruire, meno vincoli europei e più energia a basso costo. La destra europea sta scrivendo un’agenda digitale alternativa.

Sassonia-Anhalt, un segnale forte: perché questa vittoria conta

L’AfD ha centrato un risultato storico in Sassonia-Anhalt, con proiezioni intorno al 44–45% e un’affluenza molto alta. Al di là dei numeri esatti, il segnale è chiaro: una parte dell’elettorato tedesco premia una visione che unisce nazionalismo economico e ambizioni tecnologiche. Un cambio di passo raccontato anche dalle cronache internazionali del New York Times.

Perché qui non si parla solo di immigrazione o tasse. Nel programma dell’AfD c’è un capitolo tech esplicito: intelligenza artificiale come settore strategico, più capacità di calcolo in casa, sovranità digitale e una richiesta chiara di abbassare i vincoli regolatori europei. È una frattura culturale rispetto alla narrativa che per anni ha legato innovazione, sostenibilità e globalizzazione in un unico pacchetto “progressista”. Ora quella equazione salta.

Dentro l’agenda digitale dell’AfD

La piattaforma “tech” dell’AfD mette sul tavolo obiettivi concreti e un filo rosso semplice: competere con USA e Cina riducendo dipendenze esterne.

  • AI come settore strategico: spinta su applicazioni in sanità, industria, trasporti ed economia reale.
  • Meno vincoli europei: critica a una regolazione percepita come lenta e punitiva; priorità alla velocità d’adozione.
  • Sovranità digitale: infrastrutture nazionali, più open source, minor dipendenza da cloud e tecnologie extra-UE.
  • Data center e HPC: attrarre investimenti in capacità di calcolo (inclusi poli per AI) come infrastruttura strategica.
  • Energia abbondante e low cost: riportare al centro nucleare e fossili, insieme a nuove grandi opere energetiche.

AI e data center: perché contano

L’AI senza calcolo resta teoria. L’addestramento di modelli e l’inferenza su larga scala richiedono data center, chip e una dorsale di rete affidabile. Oggi l’Europa compra molto calcolo altrove. Portarlo in casa significa avere più controllo su dati, latenza, costi e sicurezza, ma anche accettare impatti territoriali e fabbisogni energetici importanti.

Meno regole, più velocità? Pro e contro

La promessa è chiara: allentare i freni per correre come Stati Uniti e Cina. Pro: tempi più rapidi, attrazione di capitali, maggiore sperimentazione. Contro: rischi su privacy, sicurezza, standard etici e concentrazione del potere tecnologico. La vera sfida europea è trovare un equilibrio tra tutela e competitività, evitando che “regolare bene” diventi sinonimo di “perdere terreno”.

Energia: la vera leva competitiva dell’AI

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L’intelligenza artificiale vive di elettroni. Senza energia abbondante, affidabile e a basso costo, l’hardware resta spento. E qui l’agenda dell’AfD è netta: rimettere sul tavolo nucleare e carbone, accelerare su infrastrutture e garantire prezzi competitivi per le server farm.

È una posizione che rompe tabù in Germania e in Europa, dove gli obiettivi climatici hanno guidato negli ultimi anni scelte su rinnovabili e phase-out del nucleare. Il punto è industriale oltre che ambientale: i grandi modelli AI consumano, i data center si moltiplicano e la rete va potenziata. Senza una strategia energetica coerente, ogni piano per “sovranità digitale” resta incompiuto.

Questo scontro si vede già sul territorio: aumentano proteste e resistenze locali contro nuovi data center AI. Alcune contestazioni toccano temi reali (acqua, suolo, rete), altre sono più ideologiche. Ma il nodo resta: siamo disposti a costruire l’infrastruttura – energetica e digitale – che serve per competere? Se la risposta è sì, servono autorizzazioni più rapide, regole chiare e decisioni coraggiose.

La corsa con USA e Cina

Stati Uniti e Cina stanno investendo massicciamente in chip, calcolo e supply chain energetica. L’Europa rischia di rimanere a metà: molto rigore, poca scala. La proposta “destra tech” prova a ribaltare il tavolo: prima la capacità industriale, poi (forse) i paletti. La domanda politica è se questo approccio sarà maggioritario guardando alle prossime elezioni federali tedesche del 2029.

AI come strumento di comunicazione politica

C’è anche un capitolo comunicazione. Secondo un rapporto dell’Institute for Strategic Dialogue (ISD), l’estrema destra europea utilizza da tempo contenuti generati con l’AI – immagini, video, meme – per rendere più persuasive narrazioni identitarie e polarizzanti. È la politica che impara il linguaggio dell’internet sintetico, spesso prima degli avversari. E mentre una parte dell’opinione pubblica è ancora diffidente verso l’AI, la macchina dei contenuti corre: segmenta, semplifica e spinge emozioni.

Tradotto: l’AI non è solo un settore economico da normare, ma un moltiplicatore di messaggi. Chi la padroneggia prima, guadagna attenzione e consenso. Anche per questo il tema “meno vincoli, più velocità” ha presa: vale per le industrie e per le campagne elettorali.

Un cambio di paradigma per il tech europeo

Per anni abbiamo dato per scontato che innovazione significasse automaticamente apertura, green e globalizzazione. Oggi emerge un’altra idea di futuro: più AI, più calcolo in casa, più sovranità nazionale e meno vincoli. Non è un dettaglio: è una proposta industriale e culturale che può ridisegnare priorità e alleanze.

Il punto non è “AI sì o no”. Il punto è: a quali condizioni, con quali infrastrutture, a che prezzo energetico e con quale bilanciamento tra tutela e competitività. La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt rende questa discussione urgente non solo in Germania, ma in tutta l’Unione. Ignorarla significa arrivare tardi – e pagare il conto in produttività, occupazione qualificata e capacità d’influenza globale.

👉 Per scoprire tutti i dettagli e l’opinione personale di Mario Moroni, ascolta la puntata completa su Spotify.

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Mario Moroni

Mario Moroni

Podcaster, autore, divulgatore e moderatore di eventi

Una delle voci italiane più riconoscibili nel racconto quotidiano dell’innovazione. Autore di “Startup di Merda” e “La fine dei Social”. Dal 2017 conduce Il Caffettino: una puntata ogni mattina, per spiegare la tecnologia che cambia il mondo.

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