Prima ballerino, poi programmatore e imprenditore digitale. Gianluca Guzzo attraversa venticinque anni di Internet insieme a MYmovies: dalla bolla delle dot-com ai motori di ricerca, da YouTube ai social fino all’intelligenza artificiale. Una storia fatta di intuizioni riuscite e occasioni mancate, ma soprattutto di una convinzione rimasta intatta: quando tutto può essere sintetizzato da un algoritmo, diventano ancora più importanti la qualità del contenuto, la firma e la fiducia nella fonte.
IN BREVE
Dalla danza classica e Parigi alla nascita di una delle piattaforme italiane più longeve dedicate al cinema.
Come MYmovies nasce trasformando un dizionario cartaceo di film in un progetto per il web.
Sopravvivere allo scoppio della bolla delle dot-com imparando a crescere un passo alla volta.
La programmazione dei cinema italiani come una delle svolte decisive del progetto.
YouTube, app e social: le innovazioni che MYmovies non ha sempre intercettato in tempo.
Perché indipendenza editoriale e fiducia degli utenti valgono più di una campagna pubblicitaria.
AI Overview e scraping: la nuova sfida per chi produce informazione online.
Perché un algoritmo non dovrebbe decidere da solo quale film farci scoprire.
Gianluca Guzzo
Co-fondatore e CEO di MYmovies
Gianluca Guzzo è co-fondatore e CEO di MYmovies, piattaforma italiana dedicata al cinema nata nel 2000. Prima di entrare nel mondo digitale studia danza classica e lavora come ballerino, passando dalla Calabria a Firenze, Montecarlo, Reggio Emilia e Parigi. Proprio negli anni trascorsi in Francia si avvicina sempre di più alla programmazione e alle nuove tecnologie. Tornato in Italia, prosegue gli studi informatici e incontra Luciano Belli e Mario Mancini, con cui prende forma il progetto MYmovies.
Prima di occuparsi di cinema, Gianluca Guzzo ballava. Studia danza classica, lavora tra l’Italia e Parigi e, mentre i colleghi dopo gli spettacoli escono, lui torna in stanza a studiare programmazione.
Alla fine degli anni Novanta lascia la danza abbastanza presto da potersi costruire una seconda carriera. È in quel passaggio che incontra Luciano Belli e Mario Mancini. In questa intervista de Il Caffettino per 2, Gianluca racconta come la loro idea iniziale sia trasformare in CD-ROM il grande dizionario cinematografico di Pino Farinotti, che poi Gianluca propone di portare su Internet: trovano Farinotti sull’elenco telefonico, gli presentano il progetto e da quell’incontro comincia la storia di MYmovies.
Il momento non potrebbe essere più rischioso. MYmovies nasce nel 2000, praticamente mentre scoppia la bolla delle dot-com. L’investitore iniziale decide di fermarsi e i fondatori scelgono di continuare senza la seconda tranche di finanziamento, mantenendo però il progetto.
Crescere nella crisi li costringe a fare economia fin dall’inizio: server arrangiati, risorse limitate, sviluppo graduale. Una delle intuizioni decisive arriva quando decidono di raccogliere direttamente la programmazione delle sale italiane. Non basta più recensire un film: bisogna dire agli utenti dove e quando possono vederlo, e farlo con informazioni affidabili.
Nei venticinque anni successivi cambiano quasi tutte le regole del digitale. Arrivano Google, YouTube, Facebook, le app e lo streaming. MYmovies non intercetta tutto allo stesso modo. Gianluca riconosce apertamente di aver mancato l’esplosione del video, di non aver investito abbastanza sulle app e di aver interpretato troppo presto i social come ambienti autonomi in cui lasciare direttamente i propri contenuti.
Ma proprio questa storia mostra che innovare non significa necessariamente inseguire ogni novità. In alcuni momenti la scelta è stata concentrarsi su ciò che il progetto sapeva fare meglio: informazione cinematografica e rapporto di fiducia con il pubblico.
Quella fiducia diventa ancora più importante oggi. I motori di ricerca possono rispondere direttamente alle domande attraverso l’intelligenza artificiale, senza portare necessariamente l’utente alla fonte da cui l’informazione proviene. Per Gianluca la risposta non può essere produrre semplicemente più contenuti, ma rafforzare il riconoscimento della fonte: una firma, un giornalista, un brand di cui l’utente conosce il metodo.
È un passaggio quasi controintuitivo: più la tecnologia diventa capace di sintetizzare informazioni, più acquista valore sapere chi quelle informazioni le ha raccolte, verificate e interpretate.
Lo stesso principio vale nella scelta dei film. MYmovies ha sempre evitato di affidarsi completamente a sistemi di raccomandazione costruiti soltanto sui comportamenti degli utenti. Un buon consiglio può anche portarti verso un film che non ti piacerà, ma che ti farà discutere o scoprire qualcosa di nuovo.
Gianluca vede nei festival cinematografici uno degli spazi in cui questa selezione umana continua ad avere forza: qualcuno guarda migliaia di opere, sceglie, rischia e propone. Nell’epoca dell’algoritmo, forse il vero valore editoriale sta proprio qui: non limitarsi a restituirci ciò che già sappiamo di amare.
Da questa puntata
5 cose da portare a casa
Parole chiave










