Multa da 75€ ai pedoni col telefono: cosa prevede la bozza e come cambierà l’uso dello smartphone

Una proposta nel nuovo Codice della Strada introduce una sanzione da 75€ per chi attraversa la strada guardando lo smartphone. Misura di buon senso o norma difficile da applicare? E soprattutto: la tecnologia è pronta a farci tenere il telefono in tasca?

Cosa c’è nella bozza del Codice della Strada

Secondo la bozza, i pedoni che attraversano la carreggiata continuando a fissare schermi di smartphone, tablet o persino laptop rischiano una multa di 75€. Il focus non è l’uso del telefono sul marciapiede: il problema è la distrazione durante l’attraversamento, il momento più critico per la sicurezza.

Al momento si tratta di una proposta, quindi il testo potrebbe cambiare nel percorso legislativo. Ma il segnale è chiaro: dopo anni di attenzione agli automobilisti distratti dal telefono, ora si guarda anche ai pedoni. Per contesto e dettagli, vedi l’approfondimento di Open: multa ai pedoni distratti nella bozza del Codice.

Il nodo dei controlli: applicabili davvero?

La domanda chiave è come verrà verificata l’infrazione. Un agente dovrebbe cogliere l’istante dell’attraversamento e distinguere se il pedone stava effettivamente guardando lo schermo. Sembra semplice, ma nella pratica ci sono molte zone grigie.

  • Navigazione vs. messaggi: chi usa le mappe per orientarsi sta “guardando lo schermo” o “seguendo le indicazioni”? La differenza è sottile, specie in contesti urbani complessi.
  • Telefono in mano non è uguale a occhi sullo schermo: tenere il device senza fissarlo è sanzionabile? La norma punta alla distrazione visiva, ma la prova è complessa.
  • Smartwatch ed auricolari: uno sguardo rapido all’orologio o una notifica letta in cuffia come vanno interpretati? La tecnologia indossabile rende i confini meno netti.

Multe mirate o caos interpretativo?

Il rischio è una applicazione disomogenea, con interpretazioni diverse a seconda di chi effettua il controllo e del contesto. Per evitare contenziosi e ambiguità, serviranno criteri chiari, segnaletica e campagne informative. In alternativa, si potrebbe iniziare con controlli mirati in incroci ad alto rischio e fasce orarie critiche, per misurare l’impatto reale sulla sicurezza.

Meno schermo, più voce: la (vera) alternativa tecnologica

Se l’obiettivo è ridurre la distrazione, la soluzione non può essere solo punitiva. Per anni gli smartphone ci hanno tenuti con gli occhi incollati al display; ora la direzione è opposta: interazioni con mani e occhi liberi. Peccato che, oggi, gli assistenti vocali tradizionali (vedi Siri) siano ancora spesso goffi: lettura delle notifiche poco utile, gestione dei messaggi limitata, scarso contesto.

La partita si gioca con i nuovi assistenti AI, più conversazionali e proattivi. L’obiettivo è chiaro: consentire di lavorare, rispondere, navigare e gestire micro-task senza guardare lo schermo. Cosa serve davvero?

  • Notifiche intelligenti che leggono e riassumono contenuti lunghi, con comandi rapidi tipo “rispondi OK, poi archivia”.
  • Dettatura affidabile per messaggi, email e note, con correzioni vocali naturali (“cambia ‘domani’ in ‘lunedì’”).
  • Navigazione pedonale orientata alla sicurezza: avvisi vocali vicini alle strisce, reminder automatico “metti via il telefono, stai per attraversare”.
  • Integrazione con smartwatch e auricolari per micro-interazioni: tap, gesture e feedback tattili al posto dello sguardo.
  • Modalità “Attraversamento” che oscura lo schermo, blocca le notifiche visive e passa tutto in voce per 30–60 secondi.

Quando questi tasselli funzioneranno davvero, tenere il telefono in tasca diventerà naturale, non un sacrificio. Ed è lì che una norma come questa può trovare terreno fertile.

Abitudini da cambiare subito (a costo zero)

  • Metti via il telefono 5–10 metri prima delle strisce: crea un piccolo “rituale” ripetibile.
  • Attiva la lettura delle notifiche in cuffia: meglio ascoltare che guardare.
  • Prepara la rotta prima di uscire e usa solo le indicazioni vocali di Mappe.
  • Usa lo smartwatch per controlli rapidi: vibrazioni e occhiate brevi sono meno invasive dello schermo del telefono.
  • Se devi guardare, fermati sul marciapiede, mai in mezzo alla carreggiata.

La sicurezza stradale non è solo una questione di multe: è un mix di comportamenti, design dei prodotti e interfacce più umane. Le aziende tech hanno l’occasione (e la responsabilità) di rendere il “telefono in tasca” l’opzione più comoda, non solo quella più sicura.

Perché questa norma fa discutere

La distrazione digitale è un problema reale, e agire sugli attraversamenti è logico. Ma una buona regola deve essere anche facile da capire e da far rispettare. Qui sta il punto: senza criteri chiari, formazione e supporto tecnologico, si rischia di colpire in modo casuale più che efficace. Dall’altra parte, la spinta regolatoria può accelerare un cambio di abitudini e, soprattutto, spingere l’evoluzione degli assistenti AI verso esperienze vocali davvero utili.

In sintesi: la multa può aiutare, ma il vero salto sarà quando potremo attraversare a testa alta perché il nostro smartphone lavorerà bene anche quando lo schermo resta spento.

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