Programmare i messaggi su WhatsApp: cosa cambia davvero, come usarli bene e cosa evitare

Una piccola funzione, un grande cambio di abitudini: l’invio programmato dei messaggi arriva su WhatsApp (in beta su iOS) e trasforma la chat in uno strumento più “produttivo”. Ecco come funziona, perché è utile e quali rischi conviene conoscere prima di usarla.

Che cos’è l’invio programmato e perché è utile

Con l’invio programmato puoi scrivere un messaggio adesso e farlo spedire automaticamente a un orario/data che scegli tu. Non è magia: è organizzazione. È utile per auguri di compleanno alla mezzanotte, promemoria al team la mattina, messaggi ai clienti in orari appropriati senza disturbare di notte.

La novità è in rollout in versione beta su iOS e segna un passaggio chiaro: WhatsApp, pur restando una chat, si avvicina a un tool di produttività personale. Tradotto: meno post-it, meno promemoria sparsi e più comunicazioni al momento giusto.

Secondo le anticipazioni riportate da WABetaInfo, la funzione appare nella build beta per iPhone (26.7.10.72). Come sempre, bisogna aspettarsi un rilascio graduale, test A/B e tempi non uniformi tra Paesi e piattaforme.

Come si attiva (in beta) e come funziona davvero

Nei test scoperti da chi prova la beta, il flusso è semplice e intuitivo:

  • scrivi il messaggio nella chat
  • seleziona un’opzione di invio programmato (comparirà nell’interfaccia quando la funzione sarà attiva sul tuo account)
  • scegli data e ora
  • conferma e lascia fare all’app.

Nota importante: l’interfaccia può variare fino al rilascio stabile. È ragionevole aspettarsi anche la possibilità di modificare o cancellare un messaggio pianificato prima dell’invio e di vedere un elenco dei “programmati”, ma finché la feature non esce per tutti, trattiamo queste opzioni come probabili, non garantite.

Un’osservazione di contesto: alcune automazioni “simili” erano già possibili per aziende tramite strumenti Business e API (con costi e complessità maggiori), oppure con workaround su iPhone via Scorciatoie. La differenza ora è la semplicità nativa a disposizione di chiunque.

Casi d’uso intelligenti (senza diventare invadenti)

Per le persone

  • Auguri e ricorrenze: imposti l’ora, partono alla mezzanotte.
  • Messaggi “posticipati” al mattino: eviti di disturbare alle 23, senza dimenticarti di scrivere.
  • Fusi orari: scrivi in pausa pranzo, invii quando il destinatario si sveglia.

Per il lavoro

  • Promemoria al team prima della riunione.
  • Onboarding: messaggi di benvenuto scaglionati ai nuovi contatti (con moderazione).
  • Follow-up dopo call o consegne, programmati per l’orario più utile al cliente.

La regola d’oro? Tempismo + pertinenza. Programmare non è un lasciapassare per inviare più messaggi: è un modo per inviarli meglio.

Pro e contro: oltre la comodità

I vantaggi

  • Meno frizioni: riduci il rischio di dimenticarti le cose importanti.
  • Rispetto dei tempi: comunichi quando il destinatario è più ricettivo.
  • Ordine mentale: scrivi quando ti viene in mente, senza intasare subito la chat altrui.

I rischi reali

  • Più spam e catene: la facilità d’uso può moltiplicare i “buongiornissimi” programmati e i broadcast invadenti.
  • Truffe e phishing: messaggi malevoli che arrivano in orari “furbi” per catturare attenzione. Occhi aperti su link e richieste di denaro o codici.
  • Sovra-automazione: se sembri un bot, perdi fiducia. Il tono umano va preservato.

Buone pratiche per usarla bene

  • Chiarezza e consenso: se sei un professionista o un brand, invia solo a chi ti ha dato il permesso.
  • Orari civili: evita serate, notti e weekend per i messaggi di lavoro.
  • Verifica sicurezza: non cliccare su link sospetti; usa “Segnala e blocca” per contatti malevoli.
  • Pianifica con moderazione: uno o due messaggi mirati battono dieci messaggi generici.

Impatto per brand e professionisti

Per chi lavora con WhatsApp, l’invio programmato è un aiuto tattico. Non è un sostituto di CRM e marketing automation: è un micro-layer di tempismo dentro la chat che già usi.

  • Combinato con WhatsApp Business può migliorare la customer care (messaggi di conferma, promemoria appuntamenti), ma sempre nel rispetto di privacy, opt-in e linee guida anti-spam.
  • Segmenta e personalizza: più il messaggio è rilevante, meno rischia la percezione di spam.
  • Misura la risposta: se i messaggi programmati riducono le risposte, ricalibra orari e contenuti.

Stato del rollout e cosa aspettarsi

La funzione è in fase di test su iOS secondo WABetaInfo e potrebbe arrivare gradualmente a nuovi utenti nelle prossime settimane. Il rilascio su Android non è ancora confermato. Come sempre con WhatsApp, il rollout può essere lento e a scaglioni: niente panico se non la vedi subito.

Alternative temporanee e consigli finali

  • Utenti avanzati iPhone: le Scorciatoie di iOS permettono da tempo automazioni basiche, ma richiedono setup e non sono comode per tutti.
  • Business e API: se ti servono flussi articolati, valuta strumenti ufficiali e partner certificati. Sono più solidi, ma vanno usati con criterio.

Conclusione operativa: l’invio programmato è utile se resta al servizio della relazione. Usa la funzione per essere più rispettoso e puntuale, non per aumentare il rumore.

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