Amazon Pharmacy spinge sulla consegna farmaci in giornata: obiettivo 4.500 città USA. Che succede in Europa?

Amazon alza l’asticella nella in ambito sanitario: la consegna in giornata dei farmaci con prescrizione punta a coprire 4.500 città USA entro fine anno. Strategia aggressiva, mercato in crisi e tante domande per Europa e Italia.

Che cos’è e dove arriva Amazon Pharmacy oggi

Amazon ha annunciato l’espansione della consegna in giornata dei farmaci con ricetta a migliaia di aree metropolitane e centri urbani, con l’obiettivo di raggiungere 4.500 città e paesi negli Stati Uniti entro fine anno. Il servizio combina ricetta elettronica, verifica, pagamento e spedizione nello stesso giorno, puntando su tre leve classiche del colosso: velocità, prezzo e comodità. Dettagli e dichiarazioni ufficiali sono disponibili nell’annuncio di Amazon.

Non è un colpo di testa estemporaneo: è il consolidamento di un percorso iniziato anni fa, partito nel 2018 dall’acquisizione da parte di Amazon di PillPack, continuato nel 2023 con RxPass (abbonamento a prezzo fisso per farmaci generici), e arrivato nel 2025 all’integrazione con cliniche e telemedicina. Ora, con la nascita di Amazon Pharmacy, il tassello chiave è la capillarità della consegna in poche ore.

Come funziona, in pratica

  • Ricetta digitale: il medico invia la prescrizione ad Amazon Pharmacy.
  • Verifica e pagamento: si gestiscono coperture assicurative o prezzi cash, con trasparenza sul costo finale.
  • Consegna in giornata: recapito entro poche ore, grazie alla rete logistica e all’ultimo miglio.
  • Assistenza: supporto su interazioni, dosaggi, rinnovi e notifiche.

Perché negli USA questa mossa ha senso

Il contesto americano spinge verso modelli rapidi e digital-first. Negli Stati Uniti, molte comunità stanno vivendo la chiusura di farmacie di quartiere e la carenza cronica di personale. In parallelo, l’adozione della ricetta elettronica e i pagamenti assicurativi digitali facilitano il percorso paziente–farmaco–consegna. Qui Amazon gioca in casa: tecnologia, logistica, dati e una base utenti Prime abituata al “subito”.

  • Accesso: in aree con poche farmacie (i cosiddetti “deserti farmaceutici”), la consegna in giornata riduce tempi e spostamenti.
  • Continuità terapeutica: reminder, rinnovi e consegne pianificate abbattono i “buchi” nelle terapie croniche.
  • Efficienza: concentrare ordini, pagamenti e compliance in un’unica piattaforma snellisce burocrazia e costi.
  • Integrazione: sinergie con cliniche e servizi di telemedicina accelerano diagnosi–prescrizione–erogazione.

È una value proposition chiara: eliminare attriti. E quando si toglie frizione in un mercato grande e complesso come la farmacia retail americana, la fetta di adozione può crescere molto velocemente.

Europa e Italia: tra norme, integrazione e realtà del territorio

Gli ostacoli concreti

  • Frammentazione normativa: ogni Paese UE ha regole diverse su prescrizioni, dispensazione e consegna. Non esiste un quadro unico.
  • Ricette e sistemi chiusi: l’integrazione con le piattaforme nazionali (in Italia la ricetta dematerializzata del SSN) richiede accordi, standard e sicurezza elevata.
  • Limiti alla vendita online: in Italia la vendita via web è consentita solo per SOP/OTC (farmaci senza ricetta). I farmaci con prescrizione non si possono vendere online come e-commerce generalista.
  • Privacy e dati sanitari: compliance GDPR, gestione consensi, crittografia e conservazione sostanzialmente più stringenti rispetto agli USA.
  • Ruolo della farmacia di quartiere: in molte comunità italiane la farmacia è presidio sanitario, con consulenza, servizi e relazione: un asset culturale e sanitario difficile da disintermediare.

Dove può nascere valore (senza strappi)

  • Partnership con farmacie autorizzate: modelli “marketplace regolato” in cui la consegna è solo l’ultimo miglio di ricette erogate da farmacie locali.
  • Integrazione con ricetta elettronica: prenotazione, co-payment, reminder e tracciamento, lasciando dispensazione e responsabilità clinica alla farmacia territoriale.
  • Gestione terapie croniche: piani di aderenza, pacchetti personalizzati, riordini programmati, informazioni chiare su interazioni e posologia.
  • Logistica a temperatura controllata: rafforzare catena del freddo e tracciabilità per farmaci sensibili, con SLA trasparenti.

Il punto è semplice: il “modello Amazon USA” non si copia e incolla in Europa. Qui funziona un’architettura a collaborazione più che a sostituzione, con regole nazionali, responsabilità cliniche e ruoli professionali da rispettare.

Le implicazioni per utenti, farmacie e mercato

  • Per i pazienti: più scelta e più comodità, a patto che restino chiari canali, responsabilità e tempi. Aderenza alle terapie e reminder sono vantaggi concreti.
  • Per le farmacie: opportunità di estendere i servizi (dalla presa in carico alla consulenza specialistica) e utilizzare piattaforme digitali per ordini e consegne senza perdere il rapporto col territorio.
  • Per i player logistici: ultimo miglio e cold chain diventano differenziali. SLA e qualità superano il mero “costo al pacco”.
  • Per i regolatori: serve armonizzare standard tecnici e di interoperabilità, tutelando sicurezza e privacy senza bloccare l’innovazione di servizio.

In sintesi: negli USA Amazon investe in modo consistente nel settore perché il contesto lo permette e la domanda c’è. In Europa e in Italia lo spazio esiste, ma dentro un perimetro regolato e cooperativo. Chi riuscirà a unire prossimità, tecnologia e norme, senza rompere gli equilibri clinici, avrà un vantaggio competitivo reale.

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