Roblox blocca la chat senza verifica dell’età: come funziona e cosa cambia per minori, genitori e creator
Roblox introduce un requisito che può segnare uno spartiacque: per chattare serve la stima dell’età. Non è un banale “sei maggiorenne o no”, ma un sistema che colloca gli utenti in fasce d’età per limitare con chi possono parlare. Una mossa spinta dalla sicurezza e dalle pressioni regolatorie, che potrebbe diventare il nuovo standard anche sui social. Ecco come funziona, cosa cambia davvero e perché vale la pena guardare a Roblox per capire il prossimo capitolo dell’online per i più giovani.
Perché la chat su Roblox ora richiede la stima dell’età
Roblox è una delle piattaforme più popolari tra bambini e ragazzi, con una base enorme di utenti giornalieri. Proprio per questo è nel mirino di regolatori e associazioni: l’anno scorso diversi stati USA hanno intentato cause legali per preservare la sicurezza dei minori. L’azienda ha già rafforzato i filtri sui contenuti (stop ai contenuti di natura sessuale) e ampliato i parental control, ma il nodo vero sono le interazioni in tempo reale.
Da qui la svolta: l’obbligo di una stima dell’età per accedere alla chat. Una soluzione annunciata a novembre 2025 e ora in fase di implementazione. Secondo quanto riportato da The Verge, l’obiettivo è ridurre il rischio che bambini molto piccoli finiscano in conversazioni con utenti molto più grandi, creando “corridoi” di comunicazione più coerenti con l’età.
Roblox dichiara che decine di milioni di utenti hanno già completato il processo di verifica dell’età: un segnale che il rollout è concreto e che il mercato è pronto a testare questo approccio.
Come funziona la stima dell’età su Roblox
Il controllo non è una classica verifica documentale. Roblox usa un sistema di age estimation tramite scansione facciale, fornito da un’azienda esterna (Persona), già adottata anche da altre piattaforme come Reddit. Non viene determinata la tua età precisa: il sistema ti colloca in un range.
- Gli utenti vengono classificati per fasce (es. 9–12, 13–15, ecc.).
- La chat viene limitata alla propria fascia d’età e a quella immediatamente adiacente.
- Lo scopo è ridurre i contatti “asimmetrici” tra bambini molto piccoli e utenti molto più grandi.
In pratica, un utente stimato tra 9 e 12 anni potrà chattare con coetanei e con utenti della fascia immediatamente superiore o inferiore, ma non con chi è molto più grande o molto più piccolo. Una regola semplice da capire, che può alzare la soglia di sicurezza senza spegnere del tutto l’interazione sociale.
Utenti sotto i 9 anni: chat solo con consenso dei genitori
Per i più piccoli le barriere sono ancora più solide: gli under 9, per chattare, necessitano del consenso dei genitori. Questo si aggiunge ai parental control già potenziati da Roblox e alla rimozione dei contenuti inappropriati. Il messaggio è chiaro: accesso sì, ma con responsabilità condivisa e limiti operativi pensati per le fasce d’età più sensibili.
Cosa cambia per utenti, genitori e creator
Bambini e ragazzi: più protezione, qualche frizione
La chat diventa più “a misura d’età”, con un perimetro di conversazione più coerente. Questo può ridurre esposizione a rischi, grooming e dinamiche tossiche. Dall’altro lato, è una barriera all’ingresso: serve completare la stima e accettare che alcune conversazioni non saranno più possibili. È il classico trade-off tra sicurezza e frizione nell’esperienza utente.
Genitori: strumenti in più, responsabilità sempre attiva
Il sistema porta un vantaggio evidente: la platea con cui può parlare tuo figlio è più vicina alla sua età. Ma non basta delegare tutto alla tecnologia. I genitori restano centrali: consenso per gli under 9, controlli periodici, dialogo costante su cosa succede online. L’age estimation è un aiuto, non un sostituto della supervisione.
Creator e brand: target più chiaro, onboarding da ripensare
Per chi crea esperienze su Roblox, l’impatto è doppio. Positivo, perché l’age gating rende il target più definito: si progettano esperienze e community con fasce d’età più omogenee. Critico, perché l’onboarding può diventare più lungo (serve completare la stima) e alcune dinamiche sociali, prima “aperte”, ora si restringono. In sintesi: community più sane, ma funnel da ottimizzare.
Privacy e rischi: le domande giuste da farsi
La stima dell’età via scansione facciale è efficace? Dipende dalla qualità del modello e dalle condizioni d’uso. Gli algoritmi possono sbagliare (falsi positivi/negativi), soprattutto su volti in condizioni di luce non ideali o per alcune fasce d’età. È fondamentale capire:
- Come viene gestita l’immagine del volto (archiviazione, anonimizzazione, tempi di conservazione).
- Chi è il fornitore e quali standard applica in termini di sicurezza.
- Dove risiedono i dati e con quali basi legali vengono trattati.
- Come si può contestare una stima errata e ripetere il processo.
Roblox sostiene di voler alzare l’asticella della sicurezza. La sfida è garantire trasparenza e controllo agli utenti e ai genitori, comunicando bene ogni passaggio. Su un tema così sensibile, fiducia e chiarezza sono parte della user experience.
Un modello per i social? Il segnale da tenere d’occhio
La mossa di Roblox potrebbe anticipare un trend più ampio: gate d’età applicati al di là dell’accesso alla piattaforma. Alcuni social già sperimentano tecniche simili: Instagram, per esempio, usa sistemi di intelligenza artificiale per stimare l’età in certe circostanze. E Reddit ha testato partner esterni per la verifica/valutazione dell’età. Se l’esperimento di Roblox dimostrerà di ridurre i rischi senza far crollare l’engagement, altri potrebbero seguirlo.
Il 2026 si preannuncia come l’anno della convergenza tra due forze: regolamentazione più stringente e policy di piattaforma più proattive. Mettere la testa sotto la sabbia non è un’opzione: i minori sono già online. Il punto non è se usare la tecnologia, ma come usarla responsabilmente e con risultati misurabili. Su questo, Roblox sta impostando un benchmark da osservare da vicino (fonte).
Cosa monitorare nei prossimi mesi
- Tasso di adozione della stima dell’età e velocità del rollout internazionale.
- Precisione del sistema: percentuali di errori e possibilità di remediation.
- Impatto sull’engagement della chat e sulle community per fascia d’età.
- Effetti collaterali: spostamento delle conversazioni su canali esterni meno sicuri.
- Risposta regolatoria in USA e UE e allineamento con i parental control.
- Replicabilità del modello su altre piattaforme social e gaming.
Se funziona, il “chi può parlare con chi” diventerà un ingrediente standard del design delle piattaforme. Ed è un cambiamento che tocca direttamente creator, brand e genitori.
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